Strepitoso esordio stagionale in NBA dei due italiani di Toronto (Bargnani e Belinelli) contro i Cavs di LeBron James, che incassano un'altra sconfitta dopo quella rimediata all'esordio contro Boston. Per i nostri, 28+10 punti (con 11 su 15 complessivo al tiro per Bargnani) e ottimo impatto sulla partita (addirittura +19 per Toronto quando Belinelli è entrato dalla panchina).
Niente male anche la prestazione di Gallinari nonostante la sconfitta per New York contro Miami: quasi mezz'ora in campo con 22 punti (career high) e 7 su 13 da 3.
Più ci penso e più 'sta cosa che in una settimana abbiamo già quattro città italiane che si sono autocandidate a candidarsi a ospitare i giochi olimpici del 2020 (l'ultima, oggi, è Bari) mi pare l'esatta fotografia dello sfacelo.
Oggi, nel liceo dove insegno, assemblea generale degli studenti. Ordine del giorno: presentazione dei candidati al Consiglio di Istituto, presentazione dei candidati alla Consulta Provinciale degli studenti, dibattito, premiazione di miss liceo 2009.
Avete presente "Non ci resta che piangere", quando Benigni e Troisi, catapultati nel XV secolo, pensano per un momento di poter fare fortuna "inventando" tutta la tecnologia creata nel frattempo e prendendosene il merito, ma finiscono per non riuscire a spiegare nemmeno il funzionamento della lampadina elettrica o della ferrovia a un attonito Leonardo da Vinci?
Bene, se volete c'è un test che vi mette in una situazione analoga: ipotizzando che la macchina del tempo vi riporti all'anno 0, fino allo sviluppo di quale epoca sareste in grado di condurre l'umanità sulla base delle vostre conoscenze?
Io ho fatto 7/10, il che corrisponde al XVIII secolo. Voi?
Via kottke.org, a sua volta via Keplero.
Fattomi scoprire dal Macca ieri sera, tra una salamella e una torta di cachi (e il tizio ne croona anche molte altre).
Il nuovo corto di Astutillo Smeriglia è un capolavoro. È "La messa è finita" come sarebbe stato se l'avesse scritto e diretto Quentin Tarantino.
Via Chinaski.
"Perché settembre ritorna, molto più di tutti gli altri mesi, tutti gli anni.
Perché non è una pagina voltata, non uno scatto che colpisce o una lama che ferisce; ma è l’atto stesso del voltarsi, lentamente; e anche quello del ferire, com’è inevitabile che così sia."
Lo scorfano, in grandissima forma, dice una cosa vera in assoluto, ma forse ancora più vera per chi fa il nostro mestiere (mio e dello scorfano, intendo).
Arrivatami or ora nella casella di posta elettronica:
Da: [indirizzo mail di mia moglie]
A: [mio indirizzo mail]
Oggetto: Lavatrice
Ci sarebbe un bucato da stendere...
Sent from my BlackBerry® wireless device
I giovinastri di Ciccsoft ne hanno messa in cantiere un'altra: .Zero, il sondaggione su ciò che resterà musicalmente memorabile di questo decennio ormai alle cozze (eh, sì, come passa il tempo, sembrava ieri e invece è già domani).
Il buon Attimo spiega la rava e la fava, poi si possono votare, con l'apposito modulo, quelli che si ritiene siano i tre migliori singoli e i tre migliori album del decennio, sia italiani che stranieri.
Io ora comincio a pensarci e poi vi faccio sapere. Per votare c'è tempo fino a Natale.
Anni fa, agli albori di questo blog, avevo provato a calcolare quanti fossero i libri contenuti nella Biblioteca di Babele di Borges. Se non ho sbagliato i conti: 29 elevato a 656.000.
Oggi, via Phonkmeister, ho scoperto su Infinipedia il loro generatore automatico online.
P.S.: il primo tomo che ho generato siintitola "Jdcimplxmxtvtyöcöohmn". Promette bene. Vi faccio sapere.
La scena: un trafficato lungomare all'ora di cena.
Si cerca parcheggio. All'improvviso, ecco un posto subito alla nostra destra. Il guidatore, pratese, frena, mette la retro e accenna a rinculare, controllando nello specchietto che le automobili che seguono si siano accorte della manovra in corso.
Il guidatore della prima di queste, tuttavia, al posto di frenare, fermarsi per i dieci secondi necessari al completamento della manovra e poi proseguire indisturbato, non solo scarta di lato a sinistra per sorpassare (manovra invero piuttosto azzardata, stante il traffico nell'altra corsia), ma si sente pure in dovere di suonare il clacson, come a significare il suo disappunto cafoneggiante.
L'automobile in questione, quella del guidatore cafone, è però un'utilitaria vecchiotta, quindi il colpo di clacson gli esce un po' sfigato. Una roba tipo: PIIII.
Ebbene, il guidatore della prima auto, quello che stava parcheggiando, essendo un po' fumino e - oltretutto - nel giusto, lancia un urlo in direzione del cafone sorpassatore.
Laddove, però, chiunque di noi si sarebbe prodotto in improperi o, al colmo della buona creanza, avrebbe modulato un "Si può sapere perché suoni?", egli se ne esce con un impagabile, sintetico, folgorante: "Mapiiiiicchè?".

