Io questa cosa che crocefiggevano la gente per i polsi e non nel palmo della mano e che sulla croce si muore per asfissia da crampi la so da quando ero bambino. Mi venne spiegata dalla mia insegnante di religione a scuola, la quale tra l'altro faceva pure la catechista in parrocchia. Insomma: non una dissidente, né un'anticlericale.
La Sindone, icona e reliquia venerata da generazioni di cattolici nei secoli, mostra chiaramente una delle ferite all'altezza del polso.
In libreria ho diversi testi, scritti quasi tutti da devoti cattolici, che discutono della storicità dei racconti evangelici della Passione: dal terribile e a tratti raccapricciante La Passione di N.S. Gesù Cristo secondo il chirurgo di P. Barbet a studi molto più recenti. In ciascuno di essi, nessuno escluso, si sostiene ciò che la BBC spaccia per inaudito e coraggioso revisionismo, per "versione alternativa" della crocifissione. Il testo di Barbet, per capirci, è del 1959.
Insomma, dietro a 'sta vicenda c'è chi ciurla nel manico. Rappresentare questa vicenda come ennesimo esempio dell'inconciliabilità tra fede e ragione, tra oscurantismo e lume intellettuale, tra bigotteria superstiziosa e libero pensiero è il solito giochetto che si perdona a Malvino per tutta una serie di motivi, ma che francamente ha un po' stufato. Dipingere i cattolici come spiriti sempliciotti, incapaci di mediazione culturale, impotenti e spaventati di fronte al trionfante cammino della ragione moderna, be', può far gioco in una conversazione di salotto o di blog, ma è un'evidente insensatezza.
Poi, è vero che c'è pure stato qualche cristiano che s'è inalberato. Noto che, da qualche tempo a questa parte, si riscontrano più frequentemente reazioni orgogliose, un po' isteriche e molto ingenue alle insensatezze di cui sopra. Come tutte le reazioni tendenzialmente violente, sono in realtà il segno di una debolezza. È come se ad un cristianesimo virile, con la testa alta, culturalmente consapevole e coraggioso, non impaurito da un confronto schietto e persino cercato con la verità (storica, scientifica, filosofica, aggiungere o togliere aggettivo a piacere) si fosse sostituita - talvolta e in alcuni ambienti della cristianità odierna - una fede timorosa di se stessa e, perciò, costretta ad aggrapparsi all'apodittico, all'irrazionale, alla mera reiterazione di mantra di cui s'è forse perso il senso e di cui s'è certamente perso il fondamento.
Postilla conclusiva non scientifica: un'amica, oggi, m'ha bonariamente e amorevolmente rimproverato per mail del contenuto e del tono di questo post, nel quale applaudivo Gramellini. Mi ha ricordato qualcosa di molto vero: i pastori cattolici parlano spessissimo se non continuamente delle "domande eterne sul senso della vita, del dolore e della morte" e, più di ogni altra cosa, di Dio e di Gesù. Anche nell'occasione che ha fatto da contesto all'ultima conferenza stampa di mons. Betori i vescovi avevano discusso di tutt'altro rispetto al sistema elettorale. Poi, mons. Betori a domanda ha risposto, e sui media - blog compresi - non s'è parlato d'altro che dell'opinione episcopale sul Porcellum. La mia amica ha ragione. Però un po' ce l'ho anch'io (e ce l'ha Gramellini). Nel vangelo si dice "Candidi come colombe e scaltri come serpenti". C'è oggi, nelle gerarchie cattoliche e forse anche nel popolo di Dio, pur con qualche eccezione, una sconcertante mancanza di astuzia, di furbizia, di spavalderia comunicativa, di capacità di rompere un po' gli schemi. Quella che, per dire, papa Woytjla possedeva a tonnellate e che ha fatto di Giovanni Paolo II quel che è stato ed è ancora. Quella che irradiava da Giussani e Chiara Lubich, da ciascuno a suo modo. Che tra i vivi anima certamente, per dirne uno, il vecchio mons. Biffi.
Mi sa che il cattolicesimo ha bisogno più che mai di comici guerrieri poco spaventati.
come forse sai (se sei venuto da me), sono d'accordo con gramellini e con
te.
anche io questo atteggiamento diffuso in molti commentatori "alla Scalfari"
proprio non lo reggo. Sembra, anzi è proprio così, che si inventino una
religione e una teologia su misura per poterla sbeffeggiare o correggere a
loro piacimento, saltando a piè pari qualche decina di secoli si cultura e
filosofia, Agostino-Alberto magno-Tommaso compresi.
Nel settore che mi è professionalmente vicino, si sente ripetere fino alla
noia che in Italia lo scarso uso della morfina nella terapia del dolore è
"colpa della Chiesa". L'uso in terapia degli oppioidi risale agli anni '40,
e già Pio XII nei suoi discorsi ai medici si espresse con assoluto favore
per il loro uso. Certo che nei secoli precedenti il dolore era stato
presentato come "necessità" come "adesione a Cristo", come "espiazione". Ma
ricordiamo che non esistevano mezzi efficai per combatterlo !
E poi, se non ricordo male, un tale Pietro Maroncelli è stato portato ad
esempio di sopportazione stoica al limite dell'eroismo per essersi fatto
amputare una gamba senza nessuna sedazione. E si parla di un massone
mangiapreti mica da ridere !
lei ha sicuramente ragione, prof., ma... sarà la frequntazione di ambienti
sociali diversi, boh, ma a me pare che di cattolici inalberati ed isterici
ce ne siano più di "qualche". Per dire, tra i rappresentanti politici
cattolici, non mi pare di vederne di consapevoli e coraggiosi... poi certo,
può essere reazione a qualche anticlericale inalberato e isterico, e magari
anche a più di "qualche", e sicuramente non se ne va fuori a decidere quale
"parte" ha incominciato ad abbassare il livello del confronto culturale...
però, da 'gnorante eh, basso mi sembra basso.
Per evitare di scriverti un papiro qui, ti ho risposto direttamente sul mio
blog.
A presto
credo che la dualità fra scienza e religione, tra logica stringente e fede
assoluta, possa esprimersi in cose più importanti che non il posto dove
furono infissi i chiodi a Gesù. se siano stati i polsi o le mani, se sia
morto di asfissia o di infarto, questo non smuove di una virgola alcuna
fede, così come non fa diminuire il numero dei credenti. quindi, si sta
discutendo di quanti angeli riposino sulla punta di uno spillo.
la logica non può sconfiggere la fede, per definizione di entrambe, così
come la fede non farà ruotare il sole attorno alla terra nel caso avvenisse
il contrario.
è perfettamente inutile cercare di far ragionare un prete, che è esponente
istruito apposta in ogni trucco, logico e retorico. questo è il vero punto,
secondo me; la scienza utilizza il principio di ripetizione
dell'esperimento o del fenomeno, e lo studia. la chiesa semplicemente non
può, nemmeno ricorrendo all'esperimento ideale di Galileo.
Leggendo l'articolo che tu linki, non ho capito chi sono i cattolici che si
oppongono a questa cosidetta "versione alternativa" della crocefissione.
Questa sembra tanto una polemica ipotizzata, costruita a tavolino, forse
solo desiderata dagli autori per fare un po' di pubblicità al proprio
programma.
E l'unico che se l'è presa è uno della Chiesa d'Inghilterra.
Post parecchio denso, che mi trova d'accordo in alcune cose (il
Cristianesimo dipinto da alcuni critici e' da operetta) e in disaccordo in
altre (questa opposizoine schematica al Cristianesimo e' *anche* risposta
ad un Cristianesimo altrettanto schematico che di guerrieri ne ha fin
troppi).
http://malvino.ilcannocchiale.it/post/1838544.html
@ Montag & Malvino: ma io me la prendo proprio col cristianesimo
schematico, aggressivo perché spaventato, incapace di tenere botta con la
scienza, con la storia, con quel che è. Faccio infine notare che
l'espressione "guerrieri", citata da Benni, va intesa nel senso di Benni.
Pure il mio insegnante di religione delle medie mi aveva detto 'sta cosa
dei chiodi nei polsi.
Io mi sto convincendo che i giornali italiani sono scritti da imbecilli,
riguardo ad imbecilli e per imbecilli. E ora mi tocca pensare che la BBC
non è poi troppo diversa.