Far finta di essere sani

Sembrava ieri, e invece è già domani

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CONCORSO A PREMI

posted Wednesday, 27 August 2008

"[...] Stiamo vivendo in un momento di rapida transizione da una democrazia scricchiolante a un regime autoritario a tutti gli effetti. [...] Inequivocabilmente [...] sarà una escalation violenta e senza vergogna. Come si difende la libertà? Cosa possiamo fare per non essere complici di un percorso storico che condannerà all'infelicità e alla disperazione la nostra e le prossime 4 generazioni? C'è un solo modo: la libertà si difende prendendosela. Non facendosi spaventare, non autocensurandosi."

Chi ha scritto quanto sopra?

a. Sophie Scholl, Monaco di Baviera 1937

b. Aleksandr Fëdorovič Kerenskij, Pietrogrado 1917

c. Giacomo Matteotti, Roma 1924

d. Jan Palach, Praga 1968

e. Sabina Guzzanti, Internet 2008

Soluzione

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1. GdB left...
Wednesday, 27 August 2008 2:27 pm

Emerita scema,perchè non se ne va a difendere la libertà in Cina o nel Vietnam del Nord ?


2. knulp left...
Wednesday, 27 August 2008 2:33 pm :: http://scacciamennule.blogspot.com

era facilissimo, dai (Matteotti, figurati!)

@GdB, lei ha comunque il diritto di parlare, no? e comunque non c'è bisogno di andare in Cina, anche la Sicilia può andar bene per difendere la libertà.


3. GdB left...
Wednesday, 27 August 2008 2:59 pm

E' vero, può parlare perche siamo in una democrazia. Ma ho visto negli anni dal 68 in avanti cosa succede quando si raccontano balle supreme e si semina odio. E la cosa che più mi disturba che questi sputano nel piatto dove mangiano lautamente.

Saluti


4. delfo52 left...
Wednesday, 27 August 2008 7:57 pm

citi Jan palach. In questi giorni, alle notizie "in diretta" dal Caucaso, si sommano i ricordi del quarantesimo aniversario dell'invasione di praga e dalla "morte della primavera". Avevo 16 anni, e ricordo i giorni di quell'estate come fossero ieri. La guerra fredda; la corsa allo spazio e alla conquista della Luna; le cose, anche se grandi, sembravano tutto sommato lontane; l'ideologia rendeva tutto indistinto. Ma vedere i carri armati e la eroica inutile resistenza di pochi coraggiosi 8anzi di molti!), l'audacia di Dubceck erano cose molte vive, molto vere. E molto vicine. Praga è a tre-quattro ore dal Brennero. In quei giorni la possibilità che entro pochi giorni potesse scoppiare un vero conflitto mondiale, con il rischio di essere coinvolto in prima persona, non era affatto irrealistico. del resto mio nonno aveva combattuto nella prima guerra mondiale; mio padre nella seconda 8con 5 ani di prigionia); non era poi così stranompensatre che anche la mia generazione dovesse dare il suo contributo. Il martirio del giovane Palach, a gennaio 69 fu per me e i miei amici una sferzata, un vero schiaffo. Che cosaa facevamo noi, belli comodi a Bologna per evitare quello che accadeva? Non ero allora (e non lo sono stato dopo) impegnato nei vari gruppi politicizzati. A bologna c'era ben poco da scegliere.... Ma con alcuni amici, decidemmo di dover fare qualcosa. Un piccolo sciopero della fame sui gradini del sagrato di San Petronio in piazza maggiore. la cosa ebbe, purtroppo, poca visibilktà; forse non eravamo bravi a scrivere i manifesti e gli striscioni. Ma quando, negli anni '80 Dubcek venne a Bologna a ricevere non ricordo quale onorificienza, fui davvero contento di poterlo incontrare per un breve saluto. Breve, al punto che non potei raccontargli delle mie gesta giovanili. Ma fui per un momento fiero e orgoglioso di aver fatto quello che avevo fatto. (detto per inciso: al terzo giorno, la fame è dura davvero...)


5. Giovanni Fontana left...
Thursday, 28 August 2008 1:10 pm :: http://www.distantisaluti.com

No vabbè dài, starà parlando dell'Iran, no?


6. TheBloggerFormerlyKnownAsGriso left...
Saturday, 30 August 2008 6:47 pm

Farfi, e questa sarebbe quella che ti fa sangue? Ma giusto con un sacchetto in testa: cosi' non ti tocca ne' sentire le puttanate che dice, ne' guardare quelle guanciotte da bulldog.