"De André è il santo cantautore di un paese necrofilo che non vede l’ora che tu muoia per renderti commosso omaggio, e un po’ se l’è cercata, essendo stato un grande fautore dell’accoppiata morte-redenzione: quando 10 anni fa è andato a dormire, dormire sulla collina, ci ha trovato metà dei personaggi della sua discografia, dagli Impiccati dell’allegra ballata a quelli che morirono a stento, dai defunti presi a prestito dall’Antologia di Spoon River all’uomo probo della Ballata dell’amore cieco; da Geordie a Miché, dall’amico Tenco (Preghiera in gennaio) a - naturalmente! - Marinella. Ha fatto più morti della strategia della tensione, lui e Francesco Guccini davvero sono i due stragisti del pop italiano."
Paolo Madeddu nella nuova puntata di "The classifica" parla di De André e dei tributi nel decennale della morte in un modo che piacerà alla Raffa (che de André non lo sopporta).
Aggiungo solo che il primo e più profondo pensiero che ho avuto nell'apprendere la notizia del decennale della morte di De André (che a me, al contrario della Raffa, piace parecchio) è stato: "Oh, cazzo, son già passati dieci anni?".