"Internet diseduca anzitutto perché solo una persona ch’è già molto colta è in grado di orientarsi nella sua infinità di voci, ma allora non ne ha bisogno."
Quel che c'è di buffo nella ormai celeberrima e commentatissima frase scritta qualche giorno fa da Geminello Alvi a proposito di internet è che il suo cuore argomentativo ("solo una persona ch’è già molto colta è in grado di orientarsi nella sua infinità di voci") è paradossalmente vero e non vale solo per internet, ma anche per un sacco di altre cose. A caso così come mi vengono in mente: la Fenomenologia dello Spirito di Hegel, L'anello del Nibelungo di Wagner, la Divina Commedia, i quadri di Mondrian, Gödel, Escher, Bach di Hofstadter, la teoria della relatività, la cattedrale di Chartres.
Tutte cose delle quali, in effetti, Geminello Alvi non deve avere 'sto gran bisogno.