La prima regola del ciclismo calmo è che si deve parlare il più possibile del ciclismo calmo.
La seconda regola del ciclismo calmo è che caschetto e pattello sono essenziali.
La terza regola del ciclismo calmo è che quando c’è da fermarsi ci si ferma e quando c’è da voltarsi ci si volta, quale che ne sia il motivo.
La quarta regola del ciclismo calmo è che l’unico che può decidere se c’è motivo di fermarsi o di voltarsi è il ciclista calmo.
La quinta regola del ciclismo calmo è che, tornati a casa, si mangia e si beve.
La sesta regola del ciclismo calmo è che non c’è distanza tanto breve o tanto lunga da non poter essere affrontata.
La settima regola del ciclismo calmo è che bello è pedalare, ma bello è anche dormire all’ombra del sambuco.
L’ottava regola del ciclismo calmo è che un ciclista che supera o che si lascia superare avrà le sue buone ragioni per farlo.
La nona regola del ciclismo calmo è che si può essere contenti di metterci meno tempo, ma anche di mettercene di più, e persino di mettercene uguale, benché questa statisticamente vada considerata come un’evenienza poco frequente.
La decima regola del ciclismo calmo è che se vuoi andare forte, devi cercare di farlo in salita, non in discesa.
L’undicesima regola del ciclismo calmo è che non c’è frase che descriva il ciclista calmo meglio di questa: “Leggero, nel vestito migliore, senza andata né ritorno, senza destinazione. Leggero, nel vestito migliore, nella testa un po’ di sole ed in bocca una canzone”.
La dodicesima regola del ciclismo calmo è che la vera immagine del ciclista calmo è quella che ha in mente, non quella che gli restituiscono l’ombra sull’asfalto o le vetrine cui passa davanti.
La tredicesima regola del ciclismo calmo è che se si sente male al culo è tutta salute.
La quattordicesima regola del ciclismo calmo è che ci si porta sempre dietro il telefonino, la carta d’identità e cinque euro.
La quindicesima regola del ciclismo calmo è che se si incontra un altro ciclista calmo tre parole sono troppe e una troppo poca.
La sedicesima regola del ciclismo calmo è che se piove si va, se fa freddo si va, se piove e fa freddo si accende il camino.
La diciassettesima regola del ciclismo calmo è che prima si sgancia il pedale, poi si cerca di smontare dalla bicicletta.
La diciottesima regola del ciclismo calmo è che bisogna sempre avere due camere d'aria di scorta. Attenzione: due.
La diciannovesima regola del ciclismo calmo è che è meglio essere troppo coperti che troppo poco.
La ventesima regola del ciclismo calmo è che farne una prima della Sanremo e una dopo il Lombardia è cosa buona e giusta.
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