A supporto di ciò che scriveva ieri Sofri, quello giovane, a proposito del fatto che ogni generazione ha la sua epica calcistica e, segnatamente, il suo Italia-Germania (col corollario che le generazioni precedenti dovrebbero finirla di sfrantumare gli zebedei a quelle giovani) c'è da rilevare un fatto: l'altra sera a Piacenza - ma immagino che la cosa sia generalizzabile - nei festeggiamenti del dopopartita il coro che sorgeva naturale al cuore, alla bocca, alle movenze tersicoree del 90% dei festanti (il cui 90% aveva meno di trent'anni) era Poo-po-po-po-po-pooooo-pooooo e non più, chessò, aleeeehh-oh-oooh.
P.S.: un'altra cosa. Pare che finalmente più nessuno (nemmeno Mazzocchi, per dire) chiami più "Mundial" il Mondiale. Francamente, era ora.