Letta la lettera di Lindo Ferretti l'indomani dell'annuncio?
E però, secondo me, la contrarietà all'aborto (praticato, non legalizzato)
cozza con il nuovo propugnare della tradizionale famiglia.
Tutta quella retorica lì, quella del marito e moglie, uomo e donna, che
hanno finito gli studi, che hanno una posizione e una situazione stabile
non persuaderebbe una ragazza madre alla procrezione, nonostante, ma
piuttosto all'aborto in quanto non abbastanza.
Condivido quello che dici, dall'essere attivamente pro-choice alla
possibilità di modificare la 194.
Il problema è che non vedo nulla del genere nella proposta di Ferrara, ma
forse è un problema mio: quando parla di «una moratoria per gli aborti» (e
di «mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani
viventi») a me sembra intendere proprio il contrario di quello che dici tu.
quante cazzate da azzeccagarbugli... l'aborto riguarda la pelle delle
donne, che se non possono abortire qui lo faranno altrove. ma forse sono
vittima anch'io dell'isteria laicista, che peraltro i post come questo
contribuiscono ad alimentare. ciao, bdd
L'aborto riguarda prima di tutto il bambino che non nasce. Solo dopo, la
pelle delle donne.
Cassa's: affermazione impegnativa. Come fa a riguardare prima di tutto
qualcuno che ancora non c'è?
Dunf: no, non ho letto la lettera di Ferretti. Sulla retorica,
d'accordo in generale (ogni retorica ammazza un po' la realtà, a
prescindere). Poi, la famiglia non è solo retorica, ne sono certo. Però
sarebbe un'altra discussione.
Ivo 2: suvvìa, non mi faccia il sofista. Proprio perché riguarda il
non essere di qualcosa di umano è questione terribilmente seria.
Altrimenti, scadiamo nella fanfaluca di Epicuro (che, per altre questioni,
ammiro parecchio) sulla morte che ci deve essere indifferente perché quando
c'è non ci siamo noi. Hai capito la soluzione.
Da quando mi dai del lei?
Dubito siano solo questioni da Sofisti, comunque vedremo…
vedremo nel senso buono del termine, se il dibattito politico proseguirà.
Lo specifico perché, rileggendomi, mi sembrava una sorta di avvertimento
mafioso!
Ivo: scusa, ti davo del lei come si dà a volte a vecchie conoscenze
per sfottere un po'.
A me sembra si meni sempre il can per l'aia su questi argomenti, e alla
fine ci si riduca sempre a un dialogo tra sordi, come commentavo in un
altro post poco fa. Tra due esigenze in conflitto, la madre e
l'embrione/feto, quale delle due viene prima? Quale delle due ha priorità?
I diritti di quale dei due soggetti sono prevalenti? La libera scelta della
donna o il "diritto alla vita dell'embrione/feto"? Tutto si riduce a questo
alla fine. E finché non ci si mette d'accordo su questo punto nodale, è un
dialogo tra sordi. Il fatto che tu eviti accuratamente questo nodo in
questo post è significativo. Cassa's invece lo dice subito: viene prima il
feto. Io, personalmente, sono per la libera scelta della madre. Finché
restiamo sulle nostre posizioni, è difficile arrivare a una sintesi.
Maronna, ma allora Ferrara ha ragione a sparare queste megacazzate: c'è
gente in buonafede che ancora gli va dietro! A parte che quel che Ferrara
dice di volere e quello che vuole non sono mai la stessa cosa (rileggiti il
suo maestro Strauss), e fa fede la legge 40 (quella che fino all'ultimo,
proprio come oggi, "non è una questione della legge, non mi interessa la
legge ma il dibattito", "questo giornale è contrario all'astensione, la
considererebbe una sconfitta", "astenetevi per mandarli a fare in culo, è
importante", "abbiamo vinto"; oppure "io sostengo i pacs", "non è una
questione di legge, a me interessano i principi", "la Cei ha ragione a
vedere nei Dico" - un decimo dei Pacs - "una minaccia per l'esemplarità
della famiglia". No, solo ricordare un paio di fatti). A parte ciò, a parte
la trovata pubblicitaria ("moratoria" de che?), concepire l'aborto in
termini di "uccisione di vite umane" (nella misura in cui esso non è
posto/ponibile in termini di "legittima difesa"), è certamente e
inevitabilmente accusare le donne che abortiscono (non per legittima
difesa) di assassinio. Ma come fate a negarlo? Una figlicida non è una
criminale? Magari con attenuanti, magari depenalizzata, magari perfino
compresa: ma una criminale, diamine, se le parole hanno un senso. Questo se
si fa sul serio, altrimenti è ammuina politica "ammerikana" (più che
probabil, visto il ceffo promotore).
Ivo, se Ferrara miri o meno alla revisione della 194 non è questione
interpretabile, ha più volte detto il contrario (a meno di non dare retta
ai soliti semplicismi dietrologici di Return, sicuramente mandato dalla CEI
perché si animi il dibattito in ogni blog).
Ribadisco: il problema non è la libertà della donna (quanto meno la sua
pelle), ma il bambino che non nasce (che tra l’altro non ha neanche libertà
di scegliere).
Eppoi facciamo la Moratoria contro la pena di Morte.
Evviva: una Conquista di Civiltà!
Paradossi del tempo malato in cui viviamo.
A volte i post articolati come questo vanno letti bene e con attenzione
fino in fondo. Il problema vero non è l'aborto, la 194, i diritti delle
donne, il problema vero è l'approssimarsi davvero oscuro di uno stato
etico, che ci imponga per legge ciò che è bene e ciò che è male, senza
possibilità di dialogo. Credo che Ferrara abbia scoperchiato una pentola
molto più puzzolente di quanti sospettino. All'inizio del secolo scorso gli
stati cosiddetti etici hanno virato molto rapidamente in dittature
conclamate: il nazismo di Hitler è stato, per quel poco che so, uno stato
etico da manuale. Osservare come una democrazia viri lentamente e
subdolamente in stato etico, mantenendo una struttura a questo punto solo
nominalmente democratica, mi fa ancora più paura. A scanso di equivoci, le
teocrazie mi piacciono altrettanto poco. L'unica strada, che la prassi
politica e la storia ha premiato e condiviso è uno stato libero e laico.
In linea di massima io sono d'accordo con te. Mi piace sopratuttto il
ocncetto di libertà dal punto di vista culturale ed etico. Quello che temo
fortemente è che introdurre il discorso (che deve essere fatto, per carità)
porti piano piano a considerare normale impedire per legge l'aborto. So di
dire un'enormità soprattutto per il confronto fra due argomenti
assolutamente inavvicinabili, ma tre o quattro anni fa chi si sarebbe mai
immaginato che saremmo stati qui a discutere di reintrodurre la legge
lettorale proporzionale?
Il giorno di Natale ho ascoltato una predica bellissima di un mio amico
prete. Diceva, sì va bene la moratoria sulla pena di morte, noi cristiani
siamo contenti, ma per un cristiano che ci sia o no la moratoria non cambia
nulla perchè il cristiano non uccide. Ecco, il cristiano per non praticare
aborto non ha bisogno di una legge, non lo fa e basta. Poi, certo, parlarne
anche fuori dalle Chiese (visto che le Chiese non sono propriamente
affollate) aiuta.
E' vero che il problema riguarda il bambino, ma lo riguarda se nasce. Se
non nasce non saprà mai di avere un problema.
Beppe: dal tuo commento parrebbe che lo Stato etico che incombe sia quello
che ti dice "fa' un po' te", essendo questa l'accusa a noi
relativisti-laicisti. E che c'è di etico in uno stato del genere?
Farfi, per cortesia, puoi spiegare a Return (e rinfrescare la memoria a me)
che differenza passa tra etica e stato etico?
A me pare che si pontifichi molto su una questione che è prima di tutto
strettamente pratica. La 194 non è stata fatta per dire alle italiane che
potevano abortire. E' stata fatta per evitare che le italiane dovessero
abortire (in primis: con l'istituzione dei consultori, e la consulenza
psicologica per chi è già incinta e non sa dove sbattere la testa) e per
consentire loro di farlo senza morire (le povere) o andare in Svizzera (le
ricche).
Il resto, l'etica di cui si va cianciando come se una gravidanza
fosse una questione pubblica e non, prima di tutto, una questione di corpo
e di individuo, è tanta aria fritta.
Prendendo sul serio Ferrara, permettiamo ai Ruini e alle Binetti di fare
breccia e di portare alla ridiscussione una legge che (se correttamente
applicata) è già costruita secondo criteri umani e di praticità che
tutelano le donne, in primis, e i nascituri, in secundis.
@ un po' tutti quanti: mi pare che beppe e Attentialcane/Massimo
abbiano colto il punto che volevo sollevare, che non è quello della 194. In
effetti, riconosco di aver scritto il post di getto ed è scritto male.
Riformulo: mi è piaciuto quel che ha scritto e detto Ferrara perché mi
sembra (al netto di ogni possibile obiezione ad personam rivolta a
Ferrara stesso) che ponga il problema su due questioni cruciali nel
dibattito politico sui temi eticamente sensibili: che cosa sia la libertà e
che cosa sia uno stato laico. Tentare di chiudere il dialogo dicendo: "il
problema è la pelle della donna" o "il problema è il nascituro" significa
mancare un po' il punto.
semplicemente perfetto. i tentativi di derubricare il doveroso dibattito su
questi temi a polemiche clericali deve essere smascherato. non bisogna mai
smettere di discutere sull'aborto. accento sia sulla responsabilità
personale di scelta, sia sulla responsabilità collettiva di chiedersi
sempre "a che punto siamo". condivido completamente il tuo punto di vista.
a rlieggerci :-)
Return, prendo atto che tu capisca la necessità di negare la realtà in una
discussione, io non la capisco, e forse è proprio questo il perché non ci
s'intende.
Dell'altra cosa quel che volevo dire è che si possono auspicare
meno aborti senza per questo volere il carcere per chi non contribuisca a
questo contenimento.
Basterebbe sostituire a "aborto" parole come "populismo" o perfino
"ignoranza, infelicità" e il discorso sarebbe autoevidente, mi sembra.
Ma forse neanche questo era il punto.
l'aborto tra le donne italiane è in discesa poichè è aumentata la
contraccezione. è in aumento tra le donne straniere, e immagino che sia in
aumento anche quello clandestino, ovvio che fino a che non ci scapperà la
prima morta e questa finirà sui giornali nessuno ne farà parola.
il fatto è che ad esempio in italia è possibile non riconoscere i figli ed
è una cosa che nessuno o quasi pubblicizza, con il risultato di avere
neonati nei cassonetti, e non è detto che si salvino tutti.
Cercando di trattenere l'isteria (ovviamente tipicamente femminile) che mi
si scatena nel leggere i vostri commenti arguti di uomini illuminati dalla
scienza, dalla filosofia, dalla retorica - tutti intenti a cercare di
determinare logicamente ciò che coinvolge molto piè del mero raziocinio o
della politica, o dell'etica (persino) - cercherò di rispondere. Un bambino
non può nascere - finora - senza una donna che lo tenga dentro il ventre
per 9 mesi e lo partorisca. Esistono un'infintà di motivi per cui una
gravidanza può essere "indesiderata" e ad ogni modo non tocca a voi
decidere quando è giusto o quando no. L'aborto è sempre stato praticato e
sempre lo sarà, finchè l'individuo è individuo e ha facoltà di decidere per
se stesso. O negate forse l'individualità di una donna? Quindi, mettere in
discussione l'aborto "legalizzato", ovvero chiedere allo Stato di non
avvallare "moralmente" questa pratica è un discorso aberrante. Primo,
perché lo Stato non deve essere "etico" - e condivido in pieno quanto detto
da beppe - secondo, perché il fatto che esista la legge 194 non vuol dire
che lo Stato sia favorevole all'aborto, ma - come dice Giulia - serve a
garantire la sicurezza delle donne (motivi molto pratici e poco etici).
In linea agenerale, comunque, vi inviterei a parlare di queste questioni
con molto più rispetto per le donne, che sono e rimangono il soggetto
principale della questione, - che evidentemente non frequentano molto
questo blog.
cercavo informazioni sulla moratoria dei mutui