Tra le cose scritte attorno alla faccenda della moratoria che, per un motivo o per l'altro, vale la pena di leggere:
A mio parere si può scomporre così il porblema:
- la legge consente di abortire in modo da garantire la sicurezza della
donna
- la legge DOVREBBE consentire alla donna una scelta LIBERA. La
libertà si concretizza nell'avere a disposizione tutte le alternative. Cioè
un aborto sicuro, oppure la possibilità concreta di allevare un figlio,
anche da sole, che significa strutture di supporto (asili nido e oltre) e
sostegno economico. Diversamente non c'e' libertà di scelta.
- la legge consente anche un aborto terapeutico a fronte di una
malformazione del feto (anche se sappiamo che non dice proprio così, la
scappatoia è quella della salute psichica della donna, una volta saputo che
il figlio che porta in grempbo non è sano). Di nuovo, la libertà di scelta
sta nell'avere a disposizione tutte le opzioni, un aborto clinicamente
sicuro oppure la possibilità di crescere un figlio non sano sapendo di
poter contare su strutture e sostegno adeguato al problema in questione.
Sappiamo bene che non è così, se si è "abbandonati a se stessi" quando si
deve crescere un figlio, tale abbandono è mille volte più pesante se il
bambino ha problemi..
Ammettiamo ipoteticamente che la legge consenta il massimo della libertà,
cioè che tutte le azioni di supporto/sostegno/prevenzione vengano messe in
atto.
Nonostante tutto, una donna può decidere di abortire comunque. Chi si
sente di mettere in discussione questo diritto?
Una cialtrona, intrusa in questo blog
A me non fa ridere affatto.
Attendo di capire perché è balzano, quando verrà la volta, confidando che
saprai ben prendere l'esempio per ciò di cui è esempio. E che darai
un'occhiata al saggio in questione, che di argomenti, a proposito d diritto
alla vita, ne fornisce più d'uno.
Non ho tempo ora di ribattere alle tue obiezioni di prima. Lo fa benissimo
anche per me Benedetto della Vedova