Far finta di essere sani

Sembrava ieri, e invece è già domani

  • 6 yrs 32 wks 3 days old
  • Updated: 7 Nov 2009
  • 3,224 entries
  • 11,475 comments

Gente che viene, gente che va

Total: 2,569,165
since: 26 Mar 2003

Tools


Burnin! Burnin'!

 Subscribe in a reader

Feedz








Me stesso, altrove


Skype Me™!

Profilo Facebook di Marco Beccaria

La torre di babele

Per ora rimando il suicidio

aNobii

Best of FFDES Flickr

Blog 'n' roll

1972
A typesetter's day 3.0
A-chiller application
American Beauty
Amica N e Amica B
Apelle
Aprile è il mese più crudele
Attentialcane
Azioneparallela
Berlicche
The Blog lies down on Broadway
Blog Notes
Blog senza qualità
Blogbusters
Borgognoni
Botblog
BrodoPrimordiale
Buba
Burp!
Buroggu
Camicia rossa
Camillo
Cassa's
Ciccsoft
Come diventare il mio cane
ComidaDeMama
Contaminazioni
Conundrum
Copiascolla
Critica della ragion pubblica
Dai che ce la fai!
Daveblog
Daw
Distanti saluti
EmmeBi
Eriadan
Essere Vento
L'estinto
Falsi movimenti
Falso idillio
Figurarsi un blog
Filosofo Austro-Ungarico
Formamentis
Gaspar Torriero
Giavasan
Gino
Giovani tromboni
Giù la maschera
Giudamaccablog
Guia Soncini
Gustomela
Harry
Imho
Inveblog
JimMomo
John's blog
Landslide
Leibniz
Lellina
Leonardo
Life is too short to drink bad wine 2.0
Lipperatura
Macchianera
Magenta & Woland
Malvino
Mamma per sbaglio
Manteblog
.mau.
Mezza pensione da Tiffany
MicroBlogGiallo
Miic
Mithrandir
Il mondo di Galatea
Monos
Il Morris
(No) need to argue
Non Solo Rossi
Oratorio Lambrate Ortica
Orfini
Paolo Colagrande
Passo leggero
Paul The Wine Guy
Personalità confusa
The Petunias
Phastidio
Il piccolo Zaccheo
Placida Signora
Porphyrios
Principe
Proesie
Profe, mi giustifico!
Quadernino (ex Ciccio)
Quarky
La quarta bozza
the Rat Race
Resto del mondo
Rolli
[R]una
Sai tenere un segreto?
Sasaki
Lo scaffale dei sogni
Scribacchiature
Se me lo dicevi prima
Secondo piano
Settimo cielo
Settolo
Sotto il segno dello scorpione
Lo spillo
Squonk
Una stagione di fede assoluta
Lo stagno di fuoco
Stellalpina
Lo Straniero di Elea
Strepitupido!
Gli studenti di oggi
Una vita a caso
Web al cioccolato
Wind Rose Hotel
Wittgenstein
wXre
The Yorker
Zorapide
Zoro

Calendar

««Nov 2009»»
SMTWTFS
12345
6
7
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930

Un post al mese

Far finta di essere Left Wing

Questo blog tifa Basso



Blog (non ufficiale) su Ivan Basso

Il rosso e il nero



Diffondere il verbo

Segnalato da BlogNews BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

MORATORIA/ULTERIORE PRECISAZIONE

posted Saturday, 5 January 2008

Per chiarire ancora meglio quale sia, secondo me, il punto sollevato da Ferrara e soprattutto (al netto di Ferrara, ché la tara è con ogni evidenza parecchio ingombrante) quale sia il punto di tutta la questione che a me pare interessante.

Discutendo per mail con un'amica a proposito della questione, mi è stato segnalato questo post di Bordone.

La mia risposta:

Trovo che Bordone abbia molta ragione nelle parti iniziale e finale del post. Il termine “moratoria” è scelto male per ragioni di link con la cosa della pena di morte, ma evidentemente l’accostamento è forzato e travisante (poi ci si divide tra chi dice che Ferrara l’ha fatto apposta e chi dice che Ferrara ha sbagliato e amen). La questione degli asili nido (per capirci) è quella decisiva che volevo sollevare io: affermare la sacrosanta “libertà di scelta” della donna è punto d’arrivo o di partenza nella questione aborto? Per me, punto di partenza. Poi, sempre secondo me, bisognerebbe continuare e chiedersi (culturalmente e socialmente): che cazzo facciamo, dal consultorio in su, per ridurre al minimo non gli aborti clandestini (per quello è – con evidenza – bastata l’efficace 194), bensì gli aborti? Per come interpreto io quel che ha scritto Ferrara: “una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere” è proprio quella che dice: la donna è libera di scegliere, fine della questione. Non ha niente a che vedere con la donna in carne e ossa perché, per la donna in carne e ossa, magari, sapere di vivere in una società nella quale esistono o meno gli asili nido nelle aziende (faccio per dire) cambia e di parecchio i termini concreti della scelta libera. 

links: digg this    del.icio.us    technorati    reddit




1. GdB left...
Saturday, 5 January 2008 9:46 pm

L'unica posizione eticamente accettabile è quella che mette sullo stesso piano la vita del bimbo e quella della madre. In caso di difficoltà il compito del medico è quella di fare tutto il possibile per salvare entrambi, ma se curando la madre si provoca indirettamente la morte del bimbo, non esiste omicidio. Tutti gli altri casi in cui si provoca direttamente la morte del bimbo è omicidio. La legge 194, come tutte le leggi, è imperfetta, ma è quanto di meglio sia stato possibile fare. Essa parte dall'affermazione : "Articolo 1.

Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. " Perciò si dovrebbe combattere per evitare gli aborti.E così continua: "Articolo 2.

I consultori familiari istituiti dalla legge 29 luglio 1975, n. 405 , fermo restando quanto stabilito dalla stessa legge, assistono la donna in stato di gravidanza: a) informandola sui diritti a lei spettanti in base alla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali concretamente offerti dalle strutture operanti nel territorio; b) informandola sulle modalità idonee a ottenere il rispetto delle norme della legislazione sul lavoro a tutela della gestante; c) attuando direttamente o proponendo allo ente locale competente o alle strutture sociali operanti nel territorio speciali interventi, quando la gravidanza o la maternità creino problemi per risolvere i quali risultino inadeguati i normali interventi di cui alla lettera a); d) contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione della gravidanza. I consultori sulla base di appositi regolamenti o convenzioni possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita. La somministrazione su prescrizione medica, nelle strutture sanitarie e nei consultori, dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile è consentita anche ai minori." Legge imperfetta che comunque se rispettata farebbe evitare molti aborti. Infatti dove il volontariato tipo Cav(Centro aiuto vita) hanno potuto lavorare si è salvato un mare di bambini (se ricordo bene circa 85000) da quando la legge 194 esiste. In realtà i consultori previsti sono spesso diventati centri di facile erogazione di autorizzazione all'aborto, senza fare nessun tentativo di supportare la madre in difficoltà. E che libertà è allora quella della madre in queste condizioni, spesso privata di ogni possibilità di agire diversamente?EticamentesSono più responsabili dell'aborto quelli che non l'aiutano, che lei stessa. Poi vi sono quelle che decidono di usare l'aborto come mezzo di limitazione delle nascite: ma questo è espressamente vietato dalla legge: ma la legge 194 male applicata sta permettendo che ciò diventi una cosa"normale". Infine ritengo che una civiltà che permetta un numero così alto di aborti non ha sicuramente un bel futuro.


2. STELLALPINA left...
Sunday, 6 January 2008 8:46 am :: http://stellalpina.iobloggo.com/

Sono dCCORDO QUASI SU TUTTO CIO CHE HAI SCRITTO TU E QUELLO DEL COMMENTO PRIMA DI ME.

  • IO RICORDO PRIMA CHE CI FOSSE LA 194, E CREDETEMI NON NASCEVANO PIù BAMBINI PER IL FATTO CHE NON SI POTEVA LEGALMENTE ABORTIRE, MOLTO SPESSO MORIVANO PURE LE MADRI DISSANGUATE IN SPORCHI AMBULATORI DI FORTUNA, O ANCORA PEGGIO SUL LETTO DI CASA PER OPERA DI ALTRE DONNE COMPIACENTI. iN AMBIENTI PRIVI DI QUALSIASI NORMA IGIENICA.

aNCHE SE IMPERFETTA COME TUTTO CIò CHE PUò FARE L'UOMO,è MEGLIO CHE CI SIA CHE IL NULLA DI PRIMA DELLA 194


3. STELLALPINA left...
Sunday, 6 January 2008 8:48 am :: http://stellalpina.iobloggo.com/

Sono dCCORDO QUASI SU TUTTO CIO CHE HAI SCRITTO TU E QUELLO DEL COMMENTO PRIMA DI ME.

  • IO RICORDO PRIMA CHE CI FOSSE LA 194, E CREDETEMI NON NASCEVANO PIù BAMBINI PER IL FATTO CHE NON SI POTEVA LEGALMENTE ABORTIRE, MOLTO SPESSO MORIVANO PURE LE MADRI DISSANGUATE IN SPORCHI AMBULATORI DI FORTUNA, O ANCORA PEGGIO SUL LETTO DI CASA PER OPERA DI ALTRE DONNE COMPIACENTI. iN AMBIENTI PRIVI DI QUALSIASI NORMA IGIENICA.

aNCHE SE IMPERFETTA COME TUTTO CIò CHE PUò FARE L'UOMO,è MEGLIO CHE CI SIA CHE IL NULLA DI PRIMA DELLA 194


4. .mau. left...
Sunday, 6 January 2008 5:26 pm

A me piacerebbe che ci fossero meno aborti perché i consultori previsti dalla 194 funzionassero davvero e spiegassero che si possono usare i preservativi prima di ritrovarsi con un bambino in arrivo. Però non serve cambiare la legge, c'è già scritto tutto.


5. bg left...
Tuesday, 8 January 2008 5:10 pm

Ma allora, se è come dici tu, invece di tirare fuori improbabili pezze d'appoggio filosofiche sul nichilismo della modernità e la sciagura dell'illuminismo e l'autodeterminazione e se non c'è dio si finisce a schifio e altre amenità da liceale arruffato (per non parlare del digiuno, mioddio! Ma deve sempre finire tutto in burletta qui da noi?), non poteva dire semplicemente: ragazzi, guardate che non discuto la 194, però la libertà è bella se è piena, quindi facciamo più asili nido e più educazione sessuale, così la scelta eventuale sarà consapevole, quindi più libera spiritualmente e materialmente? A me non risulta abbia detto così, e credo nemmeno a Ruini, sennò mica si accodava. Devo fidarmi della tua ricostruzione o di quella di Ruini? ;)


6. pm10 left...
Wednesday, 9 January 2008 11:03 am :: http://www.pm-10.net

@.mau. : condivido in pieno. e se la Turco si inventasse dei corsi di educazione alla sessualità in cui viene spiegato che esistono ipreservativi e che bisogna usarli SEMPRE? cosi tanto per stroncare il tasso di aborto tra le adolescenti? eh no, questo pero la scuola non lo può fare.

e cmq non credo che la mancanza di un asilo nido possa essere la ragione per abortire, altrimenti io non dovrei mai essere nata, a pioltello l'asilo nido era in progetto dal 1968 e l'hanno consegnato all'inizio del 1980. cioè se l'intera frazione avesse fatto affidamento sulla disponibilità dell'asilo nido ora sarebbe praticametne senza 5 generazioni.


7. fine left...
Thursday, 10 January 2008 12:30 am

MITI E LEGGENDE SULLA LEGGE 194 Mario Palmaro*

  • Si diffondono in questi giorni sui mass media italiani alcune leggende sulla legge 194 del 1978. Una mitologia che descrive la legge sull’aborto come una “buona legge”, una legge che deve essere ancora applicata integralmente per poterne apprezzare i notevoli aspetti positivi.

Qualcuno fornisce una ricostruzione storica davvero stupefacente, sostenendo che la 194 era nata buona e giusta, una legge non abortista, ma che poi l’insipienza degli uomini l’ha male interpretata e peggio applicata.

Valga su tutti l’intervista apparsa sul quotidiano Libero di venerdì 4 gennaio 2008, nella quale Eugenia Roccella dice fra l’altro: “Rispetto ad altre leggi internazionali, la 194 è una buona legge, che parte, non a caso, proprio dalla tutela della maternità. È una legge che non afferma mai l`aborto come un diritto (…) Non è eugenetica.” “Secondo me – prosegue sempre la Roccella - la questione non è abolire o rifare la legge, ma non tradirla, non trasformarla in un feticcio vuoto, una legge intoccabile a parole e invece violata, disapplicata e stravolta nella prassi quotidiana».

Altri ancora dichiarano che “la 194, nei suoi principi ispiratori, ha una rilevante rispondenza con le richieste del movimento delle donne e si pone come uno strumento per combattere e sconfiggere la triste piaga degli aborti clandestini. In questo senso la legge non è una legge “abortista”: non crea, né impone l’aborto, anzi si fonda sulla sua prevenzione, valorizzando il ruolo delle strutture sanitarie pubbliche per fare della procreazione un evento cosciente e responsabile, cioè non casuale”.

E’ evidente che simili affermazioni, soprattutto se pronunciate da personalità elette a punti di riferimento del mondo cattolico e della galassia pro-life (Eugenia Roccella è editorialista di Avvenire e dell’Osservatore Romano), disorientano grandemente l’opinione pubblica. Di fronte a questo pauroso sbandamento delle coscienze, e alla confusione alimentata da questi giudizi, sentiamo il dovere di riaffermare con forza alcuni punti fermi.

1. Il diritto di aborto. La volontà del legislatore, nel suo nucleo fondamentale, stabilisce un vero e proprio diritto d’aborto. Negato a parole e con foga dagli abortisti, esso emerge con assoluta chiarezza da una lettura seria della legge. Dal combinato disposto degli articoli 4 e 5 si ricava che nei primi tre mesi di gravidanza ogni donna può abortire a sua volontà. Nessun controllo è possibile. E’stabilito l'obbligo per il medico di rilasciare il certificato che costituisce titolo per l’esecuzione degli interventi di fronte alla semplice domanda della donna. (artt. 5, 4° comma, e 8 ultimo comma). Di fronte al diritto della donna vi è l’obbligo delle strutture pubbliche di praticare l’intervento. Perciò a ragion veduta abbiamo parlato di “diritto” e di “liberalizzazione”. Nessun limite esiste nei primi tre mesi di gravidanza. A dimostrazione di ciò sta il fatto che i difensori della ‘buona legge’ in trent’anni non hanno mandato in galera neppure un ‘trasgressore’.

2. Una legge abortista. Il giudizio morale negativo sulla legge abortista italiana risulta anche dai seguenti elementi: a) l’aberrante facoltà attribuita alla libertà della donna di decidere in termini unicamente individualistici, al di fuori e contro ogni responsabilità verso il “diritto “ del nascituro; b) l’individualismo esasperato che ispira la legge abortista risulta ancor più grave dal fatto di essere riconosciuto dallo Stato, il quale a sua volta costringe tutti i cittadini, anche quelli dichiaratamente contrari all’aborto, a dare un qualche contributo.

3. Non possiamo rassegnarci. Perciò ogni convinto difensore dell’uomo, ogni comunità di accoglienza, non può rassegnarsi di fronte ad una legge che tradisce così profondamente i valori su cui tutto l’ordinamento giuridico poggia. Di conseguenza l’obiettivo di eliminare la legge abortista o di trasformarla mutandone radicalmente la intrinseca struttura, deve proporsi come espressione di amore per l’uomo e non come sterile e puramente teorica contrapposizione ideologica.

4. L’aborto legale è intollerabile. L’applicazione del principio della tolleranza civile all’aborto legalizzato è illegittima e inaccettabile perché lo Stato non è la fonte originaria dei diritti nativi ed inalienabili della persona, né il creatore e l’arbitro assoluto di questi stessi diritti.

5. L’aborto legale minaccia l’intero sistema giuridico. Quando autorizza l’aborto, lo Stato contraddice radicalmente il senso stesso della sua presenza e compromette in modo gravissimo l’intero ordinamento giuridico, perché introduce in esso il principio che legittima la violenza contro l’innocente indifeso. Da: “La comunità cristiana e l’accoglienza della vita umana nascente”.

6. Il compito di ogni politico di buona volontà. Il compito di ogni politico di buona volontà non è quello di “far applicare una legge ingiusta”, ma di richiamare, con coraggio e con metodi democratici, il dovere di rispettare la vita umana sin dal suo inizio, denunciando di conseguenza l'iniquità della legge abortista. Il buon politico ha il dovere di operare una lettura critica dell’attuale normativa sull’aborto: senza trascurare i limitatissimi elementi positivi, si dovranno rilevare le profonde contraddizioni che essa presenta con la Costituzione e all’interno dei suoi stessi articoli.

In conclusione: il Comitato Verità e Vita riafferma con forza che nessun miglioramento alla situazione italiana in materia di aborto è possibile se non si parte dal rispetto della verità. La 194 è una legge gravemente ingiusta. Lo è in maniera assoluta e intrinseca. La 194 è stata voluta dalla cultura abortista, difesa dalla cultura abortista, e ha ottenuto una perfetta coerenza tra obiettivi e risultati: i 5 milioni di bambini uccisi in nome di quella legge non sono stati un incidente di percorso, ma una tragica conseguenza del principio di autodeterminazione della donna. Alle vittime innocenti va aggiunto quell’autentico disastro educativo e culturale che è sotto i nostri occhi. Al punto che in questi giorni anche alcuni di coloro che stanno (o dovrebbero stare) dalla parte della vita affermano che “l’ultima decisione sulla vita del concepito deve comunque sempre spettare alla donna”. Che è, in estrema sintesi, la summa ideologica dell’abortismo di sempre.

Il senso di realtà ci dice che anche una sola vita innocente salvata ha un valore incommensurabile. Per questo motivo, Verità e Vita approva ogni azione che aiuti concretamente la vita a nascere, pur in vigenza di una legge omicida. Ma il prezzo per questa attività di “salvataggio” non può consistere nel colpevole e complice silenzio sulla legge abortista, o addirittura nella trasformazione della condanna sulla legge 194 in un giudizio benevolo.

Se durante la follia nazista ci avessero dato la possibilità di metterci fuori dai cancelli di Auschwitz per salvare qualche vita umana, sarebbe stato nostro dovere farlo. Ma non avremmo mai potuto trasformare il nostro giudizio su quel luogo di orrore, magari affermando che – tutto sommato – “nel loro genere quei lager erano i migliori al mondo”.

*presidente Comitato Verità e Vita


8. sere * left...
Thursday, 10 January 2008 9:28 pm :: http://www.microbloggiallo.it

cioè: verità e vita. mica pizza e fichi.


9. - left...
Thursday, 10 January 2008 9:30 pm :: http://www.microbloggiallo.it

* principessa dell'universo.