"Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: “Anche tu eri con Gesù, il Galileo”. Ed egli scappò a gambe levate coi sandali in mano. Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti: “Costui era con Gesù, il Nazareno”. Egli non aveva fiato per fuggire ancora e, scrollando le spalle, disse: “Stolta, non sai quel che dici”. Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: “Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce”. Allora egli cominciò pacatamente ad argomentare: “Come già feci con una serva che mi ascriveva al numero di quelli che erano con Gesù, non posso che deplorare la vostra stoltezza. Non sapete che è da pagani identificarsi pubblicamente, rendere dichiarazioni di appartenenza a una fede sulla pubblica piazza?”. Gli accusatori non capirono e se ne tornarono perplessi alle proprie occupazioni. E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: “Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. E, incupitosi, uscì all’aperto, interrogandosi per capire quando mai l’avesse rinnegato. Ma, non trovando di che rimproverarsi, si rinfrancò e addebitò l’errata predizione a un infortunio in cui talora incorrono anche i sommi tra i profeti, soprattutto quando sono turbati perché stanno per essere arrestati”."
Sandro Magister ne dice quattro alla De Monticelli, con tanta cristiana pazienza.
Pardon, ma la situazine è differente.
Va anche bene non prendersi troppo sul serio e passare alla battuta, anche
perchè da quel poco che leggo la Monticelli mi pare decisamente seriosa,
quando non drammatica.
Ciò detto, per me questa non è più di una battuta. Il problema vero, lo
sappiamo, è un po' diverso.