aspettavo il post al varco. mo' rileggo, e commento più propriamente. nel
frattempo, dopo le prime sei ore di "lezione" (diciamo: pratico la parte
divertente dell'insegnamento senza la parte pallosa) alle classi del
ginnasio, comprendo di più il lavoro dell'insegnante. ;-)
zefram [zefram@emmanuelebassi.net]
Standing ovation, professor Beccaria.
Nato e cresciuto in una famiglia
di insegnanti, ho sempre detestato quelli che dicevano che gli insegnanti
lavoravano diciotto ore al giorno nove mesi l'anno, soprattutto perché non
sapevo bene come rispondergli.
Complimenti. Intanto qui si danno piccole ripetizioni; si riflette sulle
cause per cui sembra che si rinunci in partenza ad alcuni alunni e a molta
intelligenza, ci si fa qualche ettolitro di sangue acido. E si ammira
immensamente chi fa quel lavoro
davvero.
restodelmondo [restodelmondo@gmail.com]
Insegnare dovrebbe avere come mestiere il massimo rispetto. Invece è
diventato luogo comune dire scemate del tipo "Mi parcheggio a scuola in
attesa di meglio".
Una volta dissi ai miei genitori che mi avrebbe fatto
piacere insegnare, risposta:"Vuoi fare la fame?"
john
Eh, già. Le cose stanno così. La mia esperienza è diversa solo perché ho
avuto il piacere di stare in classe solo un anno come professore di ruolo,
prima di passare all'università. Da supplente (anche se negli ultimi tempi
con incarico annuale), il compito di stanare gli studenti è paragonabile a
quello di stanare bin laden. In più, c'era da percorrere una distanza che,
all'apice, era di 120 km. Al giorno. 120 all'andata, 120 al ritorno, sul
perenne cantiere della SA-RC. Al tuo conteggio delle ore dovrei aggiungere
i tempi morti in attesa, ad esempio, delle riunioni pomeridiane, o gli
spacchi che aumentavano incredibilmente per la necessità di aspettare altri
colleghi ed ammortizzare le spese di viaggio. Un'ultima considerazione.
Resta, purtroppo, la possibilità per il docente di non fare il lavoro
davvero, come dice restodelmondo. (Tutto ciò considerato, è adesso che sono
un privilegiato, ca va sans dire)
massimo [moosbrugger@email.it]
l'ho letto tutto d'un fiato - dovrò scalare questi minuti dal monte ore
lavorativo settimanale :) - e credo anche alle virgole. credo alla
passione, all'entusiasmo, all'umanità di chi decide di passare la vita a
insegnare ai piccoli non solo quello che sa ma anche perché lo ama tanto.
non è un lavoro furbo, è un lavoro più difficile e più importante del mio
in cui, solo è più facile fare i furbi. non più che in certi altrove, sì,
ma nel caso si fanno danni probabilmente peggiori e che spesso si conoscono
per esperienza diretta. è questo il guaio.
Zef: per onestà, nel monte ore settimanale non ho messo anche l'ora del
sabato mattina dedicata al fantacalcio.
Lester: per curiosità, che cosa
insegnano/vano i tuoi?
RdM: anch'io non capisco quel che non capisci tu,
e soprattutto non capisco, non posso capire, quel verissimo "in
partenza".
john: il problema economico è un altro casino che meriterebbe
post apposito.
massimo: tu la SA-RC, io la PC-BS. Non è che c'è qualcosa
che non va nelle norme di reclutamento del ministero?
Sere: esatto,
questo è il guaio.
ma non credere che non ti odi, tuttavia. io quest'anno ho fatto due
settimane di ferie, a scelta tra le prime due e le ultime due di agosto.
quelle in mezzo no, troppo esotico.
Ho avuto la sfortuna di incontrare parecchi insegnanti che facevano quel
lavoro come si fa l'impiegato in posta, ma anche l'immensa fortuna di
incontrare un pugno di donne e uomini che ama(va)no davvero quel lavoro:
gente che si è sempre fatta un signor mazzo per stare dietro a n
classi di scalmanati minorenni ignoranti come capre e che tutto avrebbero
voluto fare tranne che stare a scuola. Ho avuto al fortuna dia vere anche
un buon (ottimo?) rapporto con alcuni di questi, tanto che ancora oggi
capita che faccia loro un colpo di telefono (o mandi loro un'e-mail) sotto
le feste per sentire come stanno e salutarli, dopo quandici anni. Un
rapporto amichevole, anche se non di amicizia, che miha fatto capire quanto
è difficile fare bene il lavoro dell'insegnante quando ancora ero una
minorenne scalmanata (di cui sopra o quasi), e a causa del quale mi resta
un'ammirazione sincera per chi insegna e lo fa sul serio.
Ma quanti insegnanti insegnano come insegna Farfi?
rb
Mi rendo conto che come attuale studente del professor Beccaria possa
sembrare sconveniente questo commento, ma sento di farlo, e perciò lo
faccio lo stesso.
Sottoscrivo in pieno, e le idee espresse sono
rafforzate dalla mia esperienza personale di avere in casa una madre
insegnante delle elementari(c'è certamente una differenza, ma neppure poi
così tanta) anzi, aggiungo che a mio parere di gente che insegni come lui
ce n'è davvero poca...e il fatto che sia di questa idea veramente e non per
convenienza lo può confermare chiunque nella mia famiglia o a scuola.
Vorrei mettere in evidenza il fatto che insegnare significhi innanzitutto
"insegnare" e cioè non solo ripetere cioè che dice il libro a memoria o
poco più, ma fare in modo che circa 20 persone, una più diversa dall'altra,
recepiscano più o meno adeguatamente un certo concetto, il tutto
mantenendole sufficentemente interessate a ciò che viene detto, anche
quando la mente dello studente lo implora in ginocchio di lasciarla libera
di vagare per qualsiasi altro argomento che non sia quello spiegato; non è
cosa facile. Farlo come lo fa il nostro prof meriterebbe ben di più di 1200
euro al mese.
Se qualcuno era al S.Siro domenica scorsa o ha seguito il
derby in tv come me potrà aver notato uno striscione interista dove si
vedeva una pecora con il volto di Adriano e sotto la scritta
"CLONATELO!"
Penso che si potrebbe estendere il concetto anche al prof e
a tutti coloro che riescono così bene in un mestiere tanto complesso e da
cui, in fondo, dipende la vita di tante persone.
Claudio
Io posso solo dire che esistono , purtroppo luoghi comuni su tante
professioni... poi vai a scandagliare e ... beh credo che la differenza
fondamentale sia in ogni caso nel "come" si fa una cosa ... e per mia
esperienza diretta "da questa parte della cattedra" e avendo cambiato
diverse scuole ( indi per cui provato diversi docenti che insegnavano la
stessa materia) posso senza dubbio dire che non so se sia facile o meno
fare l'insegnante ma senza alcun dubbio è molto molto molto difficile
nonchè immagino ( e ora dal tuo post leggo) decisamente impegnativo in
termini di energie, tempo , pazienza , capacità comunciativa etc etc fare
il tuo mestiere bene ...
Il che significa riuscire a trasmettere le
nozioni e ancor più a destare, appunto, l'interesse di noi zucconi (ovvio
parlo per me).
Nella mia carriera scolastica ho amato ed odiato materie proprio in conseguenza di insengnati geniali e appassionati o svogliati e poco comunicativi.
Io sono dell'idea che con un bravo insegnante imparare sia anche decisamente più facile, oltre che indubbiamente più stimolante .
Altra figlia di insegnanti che annuisce e comprende. Va detto che non tutti
gli insegnanti sono uguali - purtroppo - ma anche che ne conosco parecchi
così e che negli ultimi anni il lavoro extra lezioni è molto
aumentato per tutti, la scuola stessa è molto cambiata.
rb: qualcuno più di quanti si pensi; molti meno di quanti sarebbe
opportuno...
Mae: sul "lavoro extra lezioni", varrebbe anche la pena di
capire quanto di questo è realmente utile. Io, che insegno in una scuola
media, mi trovo costantemente incastrato in cose che ben poco hanno a che
fare con un lavoro serio e coerente. Ora sto un po' imparando a sgusciare,
a ridurre il danno e a discriminare gli impegni extra veramente utili (per
i ragazzi e per me), da quelli che sono frutto di un'idea malata, tipica
soprattutto della scuola media, dove sembra che si debba insegnare tutto e
il contrario di tutto, dall'educazione alimentare al bricolage, dal bowling
alla mostra del pittore di quartiere, dal patentino al sex for dummies...
Sono attività che lasciano troppo spesso il tempo che trovano, non tanto
perché siano sempre inutili in sé, quanto perché buttate in una macedonia
di cose eterogenee ed estemporanee, che più che accompagnare gli alunni li
sballottano da una parte all'altra. E sono le attività, posso assicurvelo,
che pesano di più sul bilancio orario di moltissimi insegnanti delle medie
inferiori (credo/spero che alle superiori e alle elementari il problema sia
meno accentuato).
E intanto ci domandiamo come mai i ragazzini di terza
media sono semi-analfabeti...
I miei genitori sono in pensione da 5-6 anni; mia madre insegnava materie
letterarie alle medie, mio padre inglese alla ragioneria. Ora ho un
fratello che insegna lingue, un po'dove lo chiamano.
Come dire: "Chi non scatta niente scatti".
Forza Farfi siamo con
te....
DB
boh, non sarei mai riuscito a insegnare, io. Unicuiusque suum...
Un pochino "lacrimevole" il tuo post....quando ho finito di leggere mi
sentivo molto afflitta,e, sicuramente in colpa, perchè (ovviamente prima di
conoscerti), anche io ero una di quelle persone che ritenevano fortunati
gli insegnati: poco lavoro, poco stess e soprattutto tante vacanze. Epperò
sei andato giù duro!!!! La lacrima è scesa con un sospiro finale che tutto
d'un fiato diceva "Poverinooooo!!!"
La cugina
Sul "poco stress" posso solo raccontare quello che è successo a Lella, che
era la mia insegnante di francese nonché membro intenro di commissione
d'esame alla maturità, che dopo quella maturità (estremamente travgliata)
non solo ha fatto giri di telefonate in lacrime per scusarsi dell'esito
infausto con gli studenti (e non per colpa nostra, ci tengo a dirlo, e
nemmeno di Silvana sua che si sono fatte il culo a capanna per tenere sotto
controllo quella sottospecie di commissione che si sono trovate tra le
mani), ma in seguito mi ha raccontaot di avere avuto incubi per diversi
mesi relativi a quell'esperienza.
IL commento dei miei genitori era più generale rispetto alla sola questione
economica, intendevano l'insegnamento come un lavoro non nobilitante le
persone, in parole povere sarai sempre e solo uno che insegna. Nessuna
carriera,nessuna soddisfazione secondo loro. Eppure io lo farei anche tra
cinque minuti.
john
Per quanto riguarda il lavoro, penso che non sia tra i più sporchi e
faticosi, uno come un'altro, niente di più e niente di meno.Sicuramente ciò
che fà più invidia sono le ferie: facendo un paragone col "mio secondo
lavoro", non si sa neanche cosa siano 2 settimane consecutive di
ferie...poi per quanto riguarda il lavoro a casa se lo può gestire come
vuole, e sa che quando ha finito quello, HA FINITO...invece nel mio caso
dipendi solo da una telefonata, non hai orari, ma solo priorità...si, il
caso che dico io è limite, però considerando che gli stipendi (suo e di uno
che lavora da me) sono molto vicini tra di loro, lei è abbastanza
fortunato...sicuramente fare l'insegnante é faticoso(nel mio piccolo ho
dato ripetizioni di chimica e capisco che insegnare è difficile), ma non
direi che è uno sporco mestiere. Direi che non si discosta troppo dagli
altri, quello sì.
Per quanto riguarda il luogo comune, io convivo con uno simile ed è stressante, molto stressante. Se combattendo contro qualcosa di intelligente si riesce a trovare un ragionamento logico per contrastarlo, opporsi all'ignoranza è praticamente impossibile, si fà buon viso a cattiva sorte e basta.
Spero di non essermi giocato la valutazione di storia e filosofia con questo commento, ma sapendo di avere il miglior professore esistente di queste due materie non mi preoccupo...anzi sono d'accordo con Claudio....CLONATELO!!!!!!!!!!
rugbysta stoico ke vince poco ma si diverte tanto
Aggiungo il mio voto favorevole alla proposta di clonazione..
Ciao collega. Io insegno alle medie, quindi la considerazione sociale è
anche minore. tutti adorano le maestre, qualcuno talvolta rispetta gli
insegnanti delle superiori. Alle medie no, siamo scansafatiche e basta. Ci
ho rinunciato a chiarire a chi mi rinfaccai di lavorare solo 18 ore a
settimana che lavoro molto di più. Mi limito a guardarli e rispondere, con
un sorrisetto stronzo sulle labbra:"Certo perchè sono furba. Siete voi che
avete scelto il lavoro sbagliato, cretini." Di solito smettono e, per
giunta, da quel momento gli idioti finiscono col rispettarti di più.